«Prima del marchio guardi la percentuale di lattice naturale scritta sulla scheda. Se manca, conviene presumere una schiuma in gran parte sintetica, che può andare benissimo ma deve costare di conseguenza.»
Lattice naturale, sintetico o “100% lattice”
Il lattice naturale è la linfa dell’albero della gomma, l’Hevea brasiliensis, mentre quello sintetico è una gomma derivata dal petrolio, più economica. Quasi tutti i materassi usano una miscela, e la dicitura “100% lattice” dice soltanto che la lastra è tutta in schiuma di lattice, non che il lattice sia naturale. Secondo la guida di Altroconsumo ai materassi in lattice la quota naturale di molti modelli è solo del 20%, mentre si parla di lattice naturale dall’85% in su (alcune referenze partono dall’80%).
Anche “100% naturale” va letto con un po’ di cautela. Il Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano ricorda che per solidificare il lattice serve la vulcanizzazione, che richiede additivi, e consiglia di cercare il marchio QUL sui materassi in lattice naturale. In pratica contano la percentuale scritta nero su bianco e una certificazione del lattice rilasciata da un ente esterno. Tra i modelli della classifica la quota naturale la dichiarano soltanto Kipli, Dolomiti Materassi e Baldiflex.
Dunlop o Talalay
Dunlop e Talalay sono i due processi con cui il lattice liquido diventa schiuma. Nel Dunlop la schiuma viene versata in uno stampo e vulcanizzata, e ne esce un lattice più denso e sostenuto, come la lastra del Kipli a 85 kg/m³. Il Talalay aggiunge passaggi di lavorazione e, secondo chi lo produce, dà una cella più aperta e omogenea, quindi una sensazione più morbida e ventilata a un prezzo più alto. Non compare in classifica perché il Talalay che abbiamo trovato in Italia si compra solo nei negozi, senza un prezzo per misura online. È il caso del Dorsal Body Care in lattice Talalay 100% naturale, venduto tramite rivenditori e con il lattice certificato eco-INSTITUT.
Densità, rigidità e peso
La densità indica quanta materia c’è in un metro cubo di lastra ed è il primo indizio di durata. Un solo modello della classifica pubblica una prova di laboratorio sulla tenuta: secondo la scheda del Kipli l’anima in lattice ha ceduto di 2,8 mm dopo 30.000 cicli di rotolamento nel test TÜV Rheinland LGA sulla norma DIN EN 1957.
Il lattice è elastico e spinge indietro, per cui il grado conta più che con il memory. Chi dorme sul fianco sta di solito meglio su un 5 o 6 su 10 con zone più cedevoli alle spalle, chi dorme supino o a pancia in giù su un 7 o 8. Dove sono dichiarati, i limiti di peso vanno da 90 kg per l’Evergreenweb a 100 kg per piazza per Marcapiuma, Baldiflex e Slome, quindi chi pesa di più ha poche alternative in lattice pieno e fa bene a guardare anche un modello con molle nella classifica generale dei materassi.
Gli ibridi, cioè molle insacchettate con uno strato di lattice sopra, sono un’altra famiglia. Ne fanno parte lo Slome Ibrido Lattice, il Kipli Ultime e l’IKEA Vatneström, che unisce molle, lattice naturale, cocco e lana e che trova nel confronto dei materassi IKEA.