Per pulire un materasso a casa bastano un aspirapolvere con la spazzola, del bicarbonato e un panno appena umido. Si aspira tutta la superficie, si trattano le macchie tamponando senza mai inzuppare l’imbottitura e, se la fodera è sfoderabile, la si lava in lavatrice alla temperatura più alta ammessa dall’etichetta, meglio se 60 °C. Vapore e disinfettanti vengono dopo, e solo in casi precisi.
Pulizia del materasso in quattro passaggi
La pulizia ordinaria non richiede prodotti speciali e conviene farla a ogni cambio di stagione, quando conviene anche girare o ruotare il materasso.
1. Spogliare il letto. Lenzuola, coprimaterasso e, se si sfila, la fodera vanno in lavatrice.
2. Aspirare. Spazzola o accessorio per materassi, potenza bassa, passate lente in due direzioni, cuciture e bordi compresi. Un aspirapolvere con filtro HEPA trattiene la polvere fine invece di rimetterla nella stanza. Il vecchio battipanni fa il contrario, perché solleva la polvere e la lascia ricadere sul letto.
3. Bicarbonato. Un velo uniforme su tutta la superficie, lasciato agire per qualche ora e poi aspirato con l’ugello più delicato. Neutralizza l’acidità del sudore e assorbe gli odori. Chi ha un Folletto può usare al suo posto la polvere Lavenia: secondo Vorwerk una busta da 120 g basta per un materasso di un metro per due, va massaggiata con l’accessorio per materassi e lasciata riposare 30 minuti prima di aspirarla.
4. Arieggiare. Finestra aperta e materasso scoperto finché non è asciutto anche ai bordi. Rifare il letto subito dopo l’aspirazione chiude dentro l’umidità assorbita durante la notte, cioè proprio ciò di cui vivono acari e muffe.
Come smacchiare il materasso senza bagnarlo
Per ogni macchia la regola è la stessa: tamponare, non strofinare, e usare meno liquido possibile. Un materasso non si asciuga come un tessuto, perché l’acqua che scende nella schiuma o tra le molle resta lì per giorni. Quando serve acqua con detergente, metta il materasso sul fianco, così il liquido non penetra in profondità, e chiuda sempre con un passaggio di sola acqua per togliere i residui di sapone.
Prima di usare acqua ossigenata o uno smacchiatore, lo provi su un angolo nascosto, perché sulle fodere colorate può schiarire il tessuto.
| Macchia | Primo intervento | Con cosa trattarla | Da evitare |
|---|---|---|---|
| Sangue fresco | Tamponare con acqua fredda | Acqua ossigenata al 3%, riassorbita con dischetti di cotone | Acqua calda, che fissa la macchia |
| Sangue secco | Inumidire con acqua fredda e lasciare ammorbidire | Acqua ossigenata in più passaggi brevi | Raschiare con una lama |
| Pipì | Assorbire subito premendo con carta o un panno asciutto | Acqua fredda con poco detersivo neutro, poi bicarbonato a secco | Candeggina, che con l’ammoniaca forma clorammine irritanti |
| Sudore e aloni gialli | Spolverare di bicarbonato e lasciare agire | Panno umido con detergente delicato, poi solo acqua | Inzuppare la zona, perché l’alone si allarga |
| Vomito | Togliere i residui con un cucchiaio | Acqua e detergente delicato, poi bicarbonato contro l’odore | Coprire l’odore con un profumo per tessuti |
| Caffè, tè, vino | Tamponare finché il panno resta pulito | Acqua fredda con una goccia di detersivo per piatti | Strofinare in cerchio |
| Macchie marroni o puntini scuri | Capire se è un vecchio alone o muffa | Vedi la sezione su odori e muffa | Nasconderle sotto il coprimaterasso |
Le macchie vecchie raramente spariscono del tutto. Se dopo due o tre passaggi resta un alone pulito e senza odore, il materasso è igienico anche se non è più bianco, e altra acqua farebbe più danni della macchia.
Acari del materasso: il calore funziona, gli spray poco
Gli acari della polvere non si eliminano con un prodotto. Si tengono bassi con il calore, l’aria asciutta e una barriera tra il corpo e l’imbottitura. Il dato più solido sul calore viene da uno studio pubblicato nel 1992 sul Journal of Allergy and Clinical Immunology, in cui McDonald e Tovey hanno osservato che l’acqua a 55 °C o più uccideva tutti gli acari della biancheria. A temperature inferiori nessun detersivo migliorava il risultato, e il lavaggio a freddo toglieva oltre il 90% dell’allergene lasciando però vivi quasi tutti gli acari.
Le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità per chi è allergico vanno nella stessa direzione: lenzuola e coperte lavate una volta alla settimana a 50-60 °C, materasso e cuscini rivestiti con fodere antiacaro, umidità della camera pari o inferiore al 50% e aspirapolvere con filtro HEPA. Il materasso in sé non si può lavare a quelle temperature, quindi il lavoro lo fanno fodera, coprimaterasso e lenzuola.
Gli spray acaricidi sono la scorciatoia più venduta e la meno utile. Altroconsumo li sconsiglia perché uccidono gli acari senza eliminare gli allergeni, restano in superficie e durano poco. Chi è allergico dovrebbe sentire l’allergologo prima di usarli, e in ogni caso il materasso va lasciato asciugare e la stanza arieggiata prima di dormirci.
Lavare il materasso: cosa va in lavatrice e cosa no
Il materasso intero non si lava con l’acqua, né in casa né in lavanderia, perché schiuma, lattice e molle trattengono l’umidità e non tornano asciutti in tempi ragionevoli. Le istruzioni di IKEA Italia lo dicono chiaramente. Sui materassi a molle con fodera fissa sconsigliano il lavaggio ad acqua e indicano shampoo per imbottiti e aspirapolvere, mentre sui modelli in schiuma si lava solo la fodera, al rovescio e al massimo a 60 °C, senza candeggina, ferro da stiro né lavaggio a secco.
Con una fodera sfoderabile il procedimento è semplice. Si apre la cerniera, si sfila la fodera, la si rovescia e si richiude la zip prima del lavaggio, alla temperatura indicata in etichetta. Diverse fodere si fermano a 40 °C o meno. Puliscono, ma non raggiungono la soglia che uccide gli acari. La fodera si asciuga stesa e torna sul materasso solo quando anche l’imbottitura trapuntata è asciutta.
Resta il problema della misura. La fodera di un matrimoniale è voluminosa, e in una lavatrice domestica gira male e si risciacqua peggio. Meglio una lavanderia self-service con macchine di grande capacità, oppure una fodera divisa in due metà che entra in lavatrice un pezzo alla volta.
Il Marcapiuma Bio Paradise è un buon esempio di fodera pensata per essere lavata davvero, con cerniera su quattro lati e lavaggio fino a 60 °C su un memory medio-rigido di 23 cm.
Marcapiuma Bio Paradise
Bio memory all'Aloe Vera alto 23 cm, medio-rigido con 11 zone, per chi si gira spesso nel sonno.
Vapore, ferro da stiro e disinfettanti: quando servono
Nella maggior parte delle case disinfettare il materasso non serve. L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che i comuni detergenti bastano per un’igiene domestica accettabile e riserva i disinfettanti a situazioni particolari, come una persona malata in famiglia, citando il calore, vapore compreso, tra i mezzi fisici di disinfezione. Su un materasso è il più adatto, perché non lascia residui chimici nell’imbottitura.
Vapore. Prima si aspira, poi si passa il vaporetto con un panno in microfibra sull’ugello, sempre in movimento e senza fermarsi su un punto. Lo scopo è scaldare la superficie, non bagnarla. Il materasso resta scoperto, con la finestra aperta, finché non è asciutto anche premendo con la mano. Su memory e lattice legga prima le istruzioni del produttore, perché l’umidità che arriva in profondità asciuga a fatica.
Ferro da stiro. Un ferro a vapore passato sopra un telo di cotone è un vaporetto meno potente. Va usato solo sulle fodere che lo tollerano: molte etichette riportano il simbolo “non stirare”, e il calore diretto rovina i tessuti tecnici.
Spray disinfettanti. Un detergente con la scritta “igienizzante” non è un disinfettante. Come ricorda lo stesso documento, il regolamento europeo sui biocidi (UE 528/2012) esclude dai disinfettanti i detersivi privi di una reale attività disinfettante. Se deve davvero disinfettare, per esempio dopo una malattia infettiva in casa, scelga un prodotto registrato come presidio medico-chirurgico o biocida autorizzato, segua l’etichetta e torni a dormirci solo quando il materasso è asciutto e l’odore del prodotto è sparito.
Per tutti i prodotti vale una regola: non vanno mai mescolati. La candeggina a contatto con l’ammoniaca forma clorammine irritanti e con gli acidi, aceto compreso, libera cloro, che è un gas tossico.
Cattivi odori, macchie marroni e muffa
Un materasso che puzza di solito ha assorbito sudore e umidità per mesi. Il rimedio è la pulizia di base con tempi più lunghi: bicarbonato lasciato tutta la notte, aspirazione accurata e poi una giornata d’aria. Se l’odore torna appena il letto è rifatto, la fonte sta più in profondità di quanto il bicarbonato possa arrivare.
Le macchie marroni hanno due origini possibili. Un alone con il bordo più scuro è quasi sempre acqua o sudore asciugati che hanno portato in superficie lo sporco dell’imbottitura, e si attenua con il trattamento per il sudore. Puntini grigi, verdi o neri con odore di chiuso indicano muffa. Quando la muffa ha superato la fodera ed è arrivata nella schiuma, i rimedi di casa non bastano più e il materasso va sostituito.
Muffa e acari prosperano negli stessi ambienti caldi e umidi, quindi la prevenzione è la stessa: umidità sotto il 50%, camera arieggiata ogni giorno, materasso su una rete a doghe che lascia passare l’aria e mai appoggiato direttamente sul pavimento.
Ogni quanto pulire il materasso e quando cambiarlo
Per una casa senza allergici, un calendario realistico è questo:
- ogni giorno, letto scoperto e finestra aperta per almeno dieci minuti prima di rifarlo;
- ogni settimana, lenzuola e federe in lavatrice a 60 °C;
- ogni due o tre mesi, aspirazione e bicarbonato, più la fodera in lavatrice se è sfoderabile;
- a ogni cambio di stagione, materasso girato o ruotato, se il produttore lo prevede.
Con questa cura un buon materasso dura a lungo. Altroconsumo scrive che i suoi test indicano almeno 10 anni di vita in buone condizioni, contro gli 8 che consigliano i produttori. Il cambio arriva prima se compaiono muffa nella schiuma, un odore che nessuna pulizia toglie o avvallamenti in cui si resta incastrati. A quel punto conviene scegliere, tra i materassi che recensiamo, uno pensato per essere lavato, con fodera sfoderabile a 60 °C e, sul matrimoniale, divisibile in due parti.
Il Facondini Montecarlo ha proprio questa fodera, con cerniera non metallica su quattro lati che la divide in due metà lavabili a 60 °C. Sotto ci sono 3000 micromolle insacchettate nella versione matrimoniale e uno strato di Memory Soia, per un sostegno fermo che Facondini indica in 8 su 10.
Facondini Montecarlo
Ibrido Facondini con 3000 micromolle insacchettate e Memory Soia, pensato per coppie con corporature molto diverse tra loro.
Domande frequenti
Il bicarbonato elimina gli acari dal materasso?
No. Il bicarbonato assorbe odori e un po’ di umidità superficiale, ma non uccide gli acari. Per quelli serve il calore, almeno 55 °C, che su un letto si ottiene lavando fodera, coprimaterasso e lenzuola oppure con il vapore.
Quanto deve asciugare il materasso dopo averlo smacchiato?
Finché la zona trattata non è asciutta anche premendo a fondo con il palmo. In estate, con la finestra aperta, spesso bastano poche ore; in inverno può servire una giornata intera, aiutandosi con un ventilatore. Rifare il letto prima significa chiudere l’umidità sotto le lenzuola.
Serve un aspirapolvere per materassi o basta quello di casa?
Basta quello di casa, con la spazzola e la potenza al minimo. Gli aspiratori specifici per materassi sono più maneggevoli e spesso aggiungono un battitore o una lampada UV, ma la caratteristica che conta davvero è il filtro HEPA.
Conviene la pulizia del materasso a domicilio?
Ha senso per macchie estese o per un incidente notturno su un materasso costoso; per la manutenzione ordinaria non serve. Prima di prenotare chieda che macchina usano, quanta acqua resta nell’imbottitura e quanto tempo serve perché asciughi.
In conclusione
Un materasso pulito è prima di tutto un materasso asciutto. Aspirapolvere e bicarbonato coprono la manutenzione, le macchie si tamponano con pochissima acqua e i 60 °C si chiedono a fodera, coprimaterasso e lenzuola, non all’imbottitura. Vapore e disinfettanti restano strumenti occasionali, e i prodotti non vanno mai mescolati tra loro. Se deve scegliere una sola abitudine, lasci il letto scoperto ogni mattina: non costa nulla e toglie agli acari l’umidità di cui vivono.