Pulizia e cura

Come pulire il materasso: metodi per macchie, acari e odori

Per pulire un materasso bastano aspirapolvere, bicarbonato e un panno appena umido, purché l’imbottitura non si bagni mai. Qui trova il metodo per ogni macchia, cosa funziona davvero contro gli acari e quando ha senso il vapore.

Ina Ina · · 10 min di lettura
Superficie trapuntata di un materasso bianco vista da vicino
Foto: Kathyryn Tripp / Unsplash

Per pulire un materasso a casa bastano un aspirapolvere con la spazzola, del bicarbonato e un panno appena umido. Si aspira tutta la superficie, si trattano le macchie tamponando senza mai inzuppare l’imbottitura e, se la fodera è sfoderabile, la si lava in lavatrice alla temperatura più alta ammessa dall’etichetta, meglio se 60 °C. Vapore e disinfettanti vengono dopo, e solo in casi precisi.

Pulizia del materasso in quattro passaggi

La pulizia ordinaria non richiede prodotti speciali e conviene farla a ogni cambio di stagione, quando conviene anche girare o ruotare il materasso.

1. Spogliare il letto. Lenzuola, coprimaterasso e, se si sfila, la fodera vanno in lavatrice.

2. Aspirare. Spazzola o accessorio per materassi, potenza bassa, passate lente in due direzioni, cuciture e bordi compresi. Un aspirapolvere con filtro HEPA trattiene la polvere fine invece di rimetterla nella stanza. Il vecchio battipanni fa il contrario, perché solleva la polvere e la lascia ricadere sul letto.

3. Bicarbonato. Un velo uniforme su tutta la superficie, lasciato agire per qualche ora e poi aspirato con l’ugello più delicato. Neutralizza l’acidità del sudore e assorbe gli odori. Chi ha un Folletto può usare al suo posto la polvere Lavenia: secondo Vorwerk una busta da 120 g basta per un materasso di un metro per due, va massaggiata con l’accessorio per materassi e lasciata riposare 30 minuti prima di aspirarla.

4. Arieggiare. Finestra aperta e materasso scoperto finché non è asciutto anche ai bordi. Rifare il letto subito dopo l’aspirazione chiude dentro l’umidità assorbita durante la notte, cioè proprio ciò di cui vivono acari e muffe.

Come smacchiare il materasso senza bagnarlo

Per ogni macchia la regola è la stessa: tamponare, non strofinare, e usare meno liquido possibile. Un materasso non si asciuga come un tessuto, perché l’acqua che scende nella schiuma o tra le molle resta lì per giorni. Quando serve acqua con detergente, metta il materasso sul fianco, così il liquido non penetra in profondità, e chiuda sempre con un passaggio di sola acqua per togliere i residui di sapone.

Prima di usare acqua ossigenata o uno smacchiatore, lo provi su un angolo nascosto, perché sulle fodere colorate può schiarire il tessuto.

Macchia Primo intervento Con cosa trattarla Da evitare
Sangue fresco Tamponare con acqua fredda Acqua ossigenata al 3%, riassorbita con dischetti di cotone Acqua calda, che fissa la macchia
Sangue secco Inumidire con acqua fredda e lasciare ammorbidire Acqua ossigenata in più passaggi brevi Raschiare con una lama
Pipì Assorbire subito premendo con carta o un panno asciutto Acqua fredda con poco detersivo neutro, poi bicarbonato a secco Candeggina, che con l’ammoniaca forma clorammine irritanti
Sudore e aloni gialli Spolverare di bicarbonato e lasciare agire Panno umido con detergente delicato, poi solo acqua Inzuppare la zona, perché l’alone si allarga
Vomito Togliere i residui con un cucchiaio Acqua e detergente delicato, poi bicarbonato contro l’odore Coprire l’odore con un profumo per tessuti
Caffè, tè, vino Tamponare finché il panno resta pulito Acqua fredda con una goccia di detersivo per piatti Strofinare in cerchio
Macchie marroni o puntini scuri Capire se è un vecchio alone o muffa Vedi la sezione su odori e muffa Nasconderle sotto il coprimaterasso

Le macchie vecchie raramente spariscono del tutto. Se dopo due o tre passaggi resta un alone pulito e senza odore, il materasso è igienico anche se non è più bianco, e altra acqua farebbe più danni della macchia.

Acari del materasso: il calore funziona, gli spray poco

Gli acari della polvere non si eliminano con un prodotto. Si tengono bassi con il calore, l’aria asciutta e una barriera tra il corpo e l’imbottitura. Il dato più solido sul calore viene da uno studio pubblicato nel 1992 sul Journal of Allergy and Clinical Immunology, in cui McDonald e Tovey hanno osservato che l’acqua a 55 °C o più uccideva tutti gli acari della biancheria. A temperature inferiori nessun detersivo migliorava il risultato, e il lavaggio a freddo toglieva oltre il 90% dell’allergene lasciando però vivi quasi tutti gli acari.

Le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità per chi è allergico vanno nella stessa direzione: lenzuola e coperte lavate una volta alla settimana a 50-60 °C, materasso e cuscini rivestiti con fodere antiacaro, umidità della camera pari o inferiore al 50% e aspirapolvere con filtro HEPA. Il materasso in sé non si può lavare a quelle temperature, quindi il lavoro lo fanno fodera, coprimaterasso e lenzuola.

Gli spray acaricidi sono la scorciatoia più venduta e la meno utile. Altroconsumo li sconsiglia perché uccidono gli acari senza eliminare gli allergeni, restano in superficie e durano poco. Chi è allergico dovrebbe sentire l’allergologo prima di usarli, e in ogni caso il materasso va lasciato asciugare e la stanza arieggiata prima di dormirci.

Lavare il materasso: cosa va in lavatrice e cosa no

Il materasso intero non si lava con l’acqua, né in casa né in lavanderia, perché schiuma, lattice e molle trattengono l’umidità e non tornano asciutti in tempi ragionevoli. Le istruzioni di IKEA Italia lo dicono chiaramente. Sui materassi a molle con fodera fissa sconsigliano il lavaggio ad acqua e indicano shampoo per imbottiti e aspirapolvere, mentre sui modelli in schiuma si lava solo la fodera, al rovescio e al massimo a 60 °C, senza candeggina, ferro da stiro né lavaggio a secco.

Con una fodera sfoderabile il procedimento è semplice. Si apre la cerniera, si sfila la fodera, la si rovescia e si richiude la zip prima del lavaggio, alla temperatura indicata in etichetta. Diverse fodere si fermano a 40 °C o meno. Puliscono, ma non raggiungono la soglia che uccide gli acari. La fodera si asciuga stesa e torna sul materasso solo quando anche l’imbottitura trapuntata è asciutta.

Resta il problema della misura. La fodera di un matrimoniale è voluminosa, e in una lavatrice domestica gira male e si risciacqua peggio. Meglio una lavanderia self-service con macchine di grande capacità, oppure una fodera divisa in due metà che entra in lavatrice un pezzo alla volta.

Il Marcapiuma Bio Paradise è un buon esempio di fodera pensata per essere lavata davvero, con cerniera su quattro lati e lavaggio fino a 60 °C su un memory medio-rigido di 23 cm.

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Vapore, ferro da stiro e disinfettanti: quando servono

Nella maggior parte delle case disinfettare il materasso non serve. L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che i comuni detergenti bastano per un’igiene domestica accettabile e riserva i disinfettanti a situazioni particolari, come una persona malata in famiglia, citando il calore, vapore compreso, tra i mezzi fisici di disinfezione. Su un materasso è il più adatto, perché non lascia residui chimici nell’imbottitura.

Vapore. Prima si aspira, poi si passa il vaporetto con un panno in microfibra sull’ugello, sempre in movimento e senza fermarsi su un punto. Lo scopo è scaldare la superficie, non bagnarla. Il materasso resta scoperto, con la finestra aperta, finché non è asciutto anche premendo con la mano. Su memory e lattice legga prima le istruzioni del produttore, perché l’umidità che arriva in profondità asciuga a fatica.

Ferro da stiro. Un ferro a vapore passato sopra un telo di cotone è un vaporetto meno potente. Va usato solo sulle fodere che lo tollerano: molte etichette riportano il simbolo “non stirare”, e il calore diretto rovina i tessuti tecnici.

Spray disinfettanti. Un detergente con la scritta “igienizzante” non è un disinfettante. Come ricorda lo stesso documento, il regolamento europeo sui biocidi (UE 528/2012) esclude dai disinfettanti i detersivi privi di una reale attività disinfettante. Se deve davvero disinfettare, per esempio dopo una malattia infettiva in casa, scelga un prodotto registrato come presidio medico-chirurgico o biocida autorizzato, segua l’etichetta e torni a dormirci solo quando il materasso è asciutto e l’odore del prodotto è sparito.

Per tutti i prodotti vale una regola: non vanno mai mescolati. La candeggina a contatto con l’ammoniaca forma clorammine irritanti e con gli acidi, aceto compreso, libera cloro, che è un gas tossico.

Cattivi odori, macchie marroni e muffa

Un materasso che puzza di solito ha assorbito sudore e umidità per mesi. Il rimedio è la pulizia di base con tempi più lunghi: bicarbonato lasciato tutta la notte, aspirazione accurata e poi una giornata d’aria. Se l’odore torna appena il letto è rifatto, la fonte sta più in profondità di quanto il bicarbonato possa arrivare.

Le macchie marroni hanno due origini possibili. Un alone con il bordo più scuro è quasi sempre acqua o sudore asciugati che hanno portato in superficie lo sporco dell’imbottitura, e si attenua con il trattamento per il sudore. Puntini grigi, verdi o neri con odore di chiuso indicano muffa. Quando la muffa ha superato la fodera ed è arrivata nella schiuma, i rimedi di casa non bastano più e il materasso va sostituito.

Muffa e acari prosperano negli stessi ambienti caldi e umidi, quindi la prevenzione è la stessa: umidità sotto il 50%, camera arieggiata ogni giorno, materasso su una rete a doghe che lascia passare l’aria e mai appoggiato direttamente sul pavimento.

Ogni quanto pulire il materasso e quando cambiarlo

Per una casa senza allergici, un calendario realistico è questo:

  • ogni giorno, letto scoperto e finestra aperta per almeno dieci minuti prima di rifarlo;
  • ogni settimana, lenzuola e federe in lavatrice a 60 °C;
  • ogni due o tre mesi, aspirazione e bicarbonato, più la fodera in lavatrice se è sfoderabile;
  • a ogni cambio di stagione, materasso girato o ruotato, se il produttore lo prevede.

Con questa cura un buon materasso dura a lungo. Altroconsumo scrive che i suoi test indicano almeno 10 anni di vita in buone condizioni, contro gli 8 che consigliano i produttori. Il cambio arriva prima se compaiono muffa nella schiuma, un odore che nessuna pulizia toglie o avvallamenti in cui si resta incastrati. A quel punto conviene scegliere, tra i materassi che recensiamo, uno pensato per essere lavato, con fodera sfoderabile a 60 °C e, sul matrimoniale, divisibile in due parti.

Il Facondini Montecarlo ha proprio questa fodera, con cerniera non metallica su quattro lati che la divide in due metà lavabili a 60 °C. Sotto ci sono 3000 micromolle insacchettate nella versione matrimoniale e uno strato di Memory Soia, per un sostegno fermo che Facondini indica in 8 su 10.

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Domande frequenti

Il bicarbonato elimina gli acari dal materasso?

No. Il bicarbonato assorbe odori e un po’ di umidità superficiale, ma non uccide gli acari. Per quelli serve il calore, almeno 55 °C, che su un letto si ottiene lavando fodera, coprimaterasso e lenzuola oppure con il vapore.

Quanto deve asciugare il materasso dopo averlo smacchiato?

Finché la zona trattata non è asciutta anche premendo a fondo con il palmo. In estate, con la finestra aperta, spesso bastano poche ore; in inverno può servire una giornata intera, aiutandosi con un ventilatore. Rifare il letto prima significa chiudere l’umidità sotto le lenzuola.

Serve un aspirapolvere per materassi o basta quello di casa?

Basta quello di casa, con la spazzola e la potenza al minimo. Gli aspiratori specifici per materassi sono più maneggevoli e spesso aggiungono un battitore o una lampada UV, ma la caratteristica che conta davvero è il filtro HEPA.

Conviene la pulizia del materasso a domicilio?

Ha senso per macchie estese o per un incidente notturno su un materasso costoso; per la manutenzione ordinaria non serve. Prima di prenotare chieda che macchina usano, quanta acqua resta nell’imbottitura e quanto tempo serve perché asciughi.

In conclusione

Un materasso pulito è prima di tutto un materasso asciutto. Aspirapolvere e bicarbonato coprono la manutenzione, le macchie si tamponano con pochissima acqua e i 60 °C si chiedono a fodera, coprimaterasso e lenzuola, non all’imbottitura. Vapore e disinfettanti restano strumenti occasionali, e i prodotti non vanno mai mescolati tra loro. Se deve scegliere una sola abitudine, lasci il letto scoperto ogni mattina: non costa nulla e toglie agli acari l’umidità di cui vivono.

Ina
Redazione · Sleep Magazine Italia

Ina scrive e cura i testi di Sleep Magazine da due anni: prima per l’edizione francese sleepmagazine.fr, ora anche per la redazione italiana. In questo periodo ha analizzato decine di marche e centinaia di prodotti per il riposo, dai materassi ai topper fino a guanciali e piumini. Per ogni confronto verifica le schede tecniche, mette a confronto prezzi e misure tra i vari rivenditori e legge i risultati pubblicati dagli istituti di prova.

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